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Vittoria, il padre di Simone a Di Maio: «Cambia le leggi, l’assassino col Suv non può tornare in libertà»

Vittoria, il padre di Simone a Di Maio: «Cambia le leggi, l’assassino col Suv non può tornare in libertà»

17.07.2019.

VITTORIA – «So che domani ai funerali di Simone verrà il vicepremier Luigi Di Maio, gli chiedo di cambiare queste leggi. Chi ha ucciso mio figlio non deve tornare in libertà». Antonio D’Antonio, padre di Simone, uno dei cuginetti falciato e ucciso dal Suv killer a Vittoria ha paura di vedere presto fuori dal carcere Rosario Greco, il 37enne di Vittoria che giovedì sera, alla guida di un Suv ha falciato e ucciso i due cuginetti Alessio e Simone D’Antonio. E fa un appello al governo: «Devono buttare la chiave della cella dove è rinchiuso – dice il padre di Simone -. Non lo devo uccidere io ma ci deve pensare lo Stato. Ecco perchè chiedo a Di Maio e Salvini di fare qualcosa per cambiare queste leggi».

Ieri, come è noto, il Gip Andrea Reale ha convalidato l’arresto di Rosario Greco, assistito dall’avvocato Nunzio Citrella, e confermato la custodia cautelare in carcere. Nel corso dell’interrogatorio sono emersi particolari prima sconosciuti. Rosario Greco ha la fedina penale immacolata. Il suo casellario giudiziario è pulito. E’ figlio di Elio Greco, ritenuto il “re degli imballaggi” e destinatario di un provvedimento di sequestro di beni perché riconoducibili alla mafia, ma non è pregiudicato di grosso calibro come riportato da tutti in questi giorni. Aveva bevuto birra e sniffato cocaina prima dell’incidente, come accertato dalle analisi dell’alcoltest e dello stato psicofisico dell’Asp subito dopo la tragedia, ma Rosario Greco è incensurato. E’ probabile che il Greco con precedenti sia un suo omonimo, anche se nei nostri archivi risulta un arresto per favoreggiamento, accusa che forse poi se è risolta con un nulla di fatto.

L’altro elemento di novità è che a Greco non viene contestato dal pubblico ministero il reato di omissione di soccorso. Perché dopo la tragedia Greco non è fuggito ma è rimasto sul posto per diversi minuti, addirittura ha dato il cellulare alla mamma del piccolo Alessio che doveva chiamare i soccorsi del “118”. E qualcuno dei presenti l’ha pure strattonato facendogli quasi volare il cellulare di mano. Questo si vede dalla telecamera piazzata in via IV Aprile, forse l’unica, che ha permesso di scandagliare tutte le fasi post incidente.

A Rosario Greco viene contestato il reato di omicidio colposo plurimo. Che, escludendo la richiesta di patteggiamento, in quanto inammissibile, secondo il codice penale può arrivare a un massimo di pena non superiore a 18 anni.

Ora l’avvocato difensore Nunzio Citrella, che a chi gli chiede notizie sullo stato psicologico in cui si trova Rosario Greco risponde solo con un laconico “no comment”, dovrà valutare quale forma difensiva intende intraprendere. «Per ora va rispettato il dolore di due famiglie – si sbilancia il legale – l’incensuratezza o meno la affronteremo in altri momenti».

Il penalista deve decidere se ricorrere al Tribunale del riesame della libertà. Cronaca giudiziaria allo stato puro dopo avere ascoltato le fonti ufficiali rappresentate dai professionisti della giustizia: magistrati e avvocati. Cronaca che fa ragionare senza spinte emotive stimolate dall’accaduto e dal dolore straziante dei genitori di due bambini accomunati da un tragico destino.

Ieri sera, l’ultima sofferenza per il corpicino di Simone sottoposto ad autopsia. Il pubblico ministero Andrea Sodani ha chiesto l’autopsia anche per lui. Un atto dovuto e un elemento di garanzia per tutti gli attori che si troveranno in tribunale al processo, che potrebbe celebrarsi con il rito abbreviato. L’esame autoptico dovrebbe escludere responsabilità degli operatori sanitari che quella notte hanno dato il massimo per salvare il salvabile. Domani come detto il funerale del piccolo Simone. La ditta Pepi di Vittoria è stata incarica di curare il servizio funerario. Ai funerali sarà presente il vice premier Luigi Di Maio che ha annullato tutti gli impegni per essere a Vittoria. E al quale il padre di Simone vuole rivolgere un appello.

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