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Totò è diventato dottore

06.04.2017.

di Elisa Guccione

NAPOLI- Antonio De Curtis conosciuto ed amato da tutti come Totò, maschera di gioia ed ilarità dall’inimitabile arte,  ha ricevuto la “Laura”. La famosa Laura, traguardo ambito dalla famiglia Caponi per il giovane nipote Gianni nell’indimenticabile lettera scritta alla “Malafemmina” che allontanava il nipote dal dovere, adesso è sua.

Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II di Napoli, durante la solenne cerimonia conferisce a Totò, a 50 anni dalla sua scomparsa, la laurea ad honorem alla memoria in Discipline dello spettacolo. A ritirare il titolo la nipote Elena, figlia di Liliana: “E’ una rivincita- ha detto commossa- con questo riconoscimento gli viene restituita un po’ di quella gioia che da mezzo secolo lui regala a noi”.

E’ stato amato ed apprezzato solo dopo la morte.  Ha unito tutti da nord a sud ed ha fatto ridere gli italiani figli della seconda guerra mondiale raccontando l’Italia più semplice e pura che sapeva ridere e prendersi in giro con semplicità. Un talento speciale che ha rivoluzionato il mondo della recitazione e dello spettacolo inventando un modo tutto suo di fare arte e di arrivare al cuore della gente, con le sue movenze e il suo volto oggettivamente non bello capace però di bucare lo schermo e diventare, sin dal primo film o spettacolo, uno di famiglia.

Presente alla solenne cerimonia Renzo Arbore, promotore dell’iniziativa, da sempre grande estimatore di Totò, il quale ha tenuto una laudatio accademica ripercorrendo la carriera del principe della risata. “Totò rappresenta uno dei più grandi artisti italiani nel mondo – spiega Renzo Arbore – la sua recitazione l’ha reso immortale tra i grandi attori brillanti come Chaplin”. Ed ancora aggiunge:”Il vero giustiziere di Totò è stato il tempo. Protagonista di film che hanno testimoniato la sua straordinaria verve, pellicole capaci di tirare fuori il meglio da partner come Peppino De Filippo, Nino Taranto e Aldo Fabrizi tre colossi del cinema e della recitazione che Totò stimolava al meglio”.

Dario Franceschini, ministro per i Beni Culturali ha dichiarato: “Sono cresciuto a pane e Totó innamorato del principe de Curtis. Quest’iniziativa della Federico II e di Renzo Arbore è stata molto intelligente, una bella idea e mi pare giusto che sia presente anche il Governo”.

Elisa Guccione

 

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