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Moni Ovadia: “Non sono manipolabile e per questo do fastidio”

Moni Ovadia: “Non sono manipolabile e per questo do fastidio”

10.03.2018.

di Elisa Guccione

CATANIA- Moni Ovadia è gentile e disponibile.  Protagonista, fino all’11 marzo, sul palco dell’Abc per la stagione del Brancati in “Il Casellante”, trasposizione teatrale del romanzo di Andrea Camilleri diretto da Giuseppe Dipasquale. Al suo fianco gli attori Valeria Contadino e Mario Incudine che, dopo il successo di repliche in giro per l’Italia, regalano al pubblico catanese uno spettacolo intenso ed emozionante, dove si ride e ci si commuove allo stesso tempo. Lo incontriamo poco prima del debutto. Comodamente seduti nel camerino, mentre i tecnici controllano le luci e il pubblico è in attesa al botteghino, cerchiamo di scoprire alcuni aspetti dello spettacolo soffermandoci sulla situazione teatrale catanese senza tralasciare i prossimi impegni che lo vedranno protagonista.22688653_1508844392537471_4249711651623450935_n

“Il Casellante” dopo una lunga ed applaudita tournee teatrale in giro per l’Italia arriva a Catania. Ci racconta com’è nata questa messa in scena e l’incontro con lo scrittore siciliano?

“Due anni fa ho avuto l’occasione di conoscere Camilleri e già dalle tematiche affrontate nei suoi libri e poi anche durante i nostri successivi incontri ci siamo ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda su molti temi sociali. È stato un privilegio, una grande gioia maturata anche grazie al sodalizio con Mario Incudine, che considero un talento prodigioso, e insieme a Giuseppe Dipasquale che ha messo in scena parecchi testi di Camilleri è nato “Il Casellante”, una storia capace di scavare nel mondo femminile raccontando una violenza scandalosa sulla protagonista “Minica” in una Sicilia fascista e in piena seconda guerra mondiale”.

Sulla scena interpreta ben sei personaggi. Immagino che non sia stato semplice donare ad ogni ruolo un’anima…536386_378175185604403_67137655_n

“È stato divertente mettermi in gioco e al servizio di questa pièce. Dall’esigenza pratica e concreta dell’insufficienza di fondi è stata fatta di necessità virtù, creando un cambio di ruoli, apprezzato dal pubblico, sei per l’esattezza, compreso il narratore della storia che potrebbe identificarsi con Andrea Camilleri”.

Questo spettacolo ha registrato in giro per l’Italia grandi consensi di critica e di pubblico dimostrazione che il teatro non è morto

“Le persone vogliono andare a teatro indipendentemente che sia di ricerca, di intrattenimento o contemporaneo. L’emozione che dà uno spettacolo teatrale è immensa, ogni volta è una prima, perché permette di narrare qualsiasi cosa anche quando l’attore ha il cuore nero per problemi personali. Il pubblico è parte integrante del teatro ed è un vero generatore di energia e vibrazioni. La civiltà di cui andiamo fieri ha nel teatro uno dei suoi grandi motori, perché è vita e arte allo stesso tempo. Se dipendesse da me inserirei il teatro tra le materie scolastiche, come fanno molti paesi europei, per formare insieme all’intelletto le emozioni e i sentimenti. Credo che un maggiore sostegno al teatro provochi profondo benessere sulla società”.14708363_1143980452357202_8809182333806489797_n

Un accenno sulla crisi del Teatro Stabile. Il suo nome è stato tra i papabili alla carica di direttore artistico dell’Ente etneo poi andata in fumo. Possiamo sapere qualcosa di più?

“Sono una persona scomoda, perché penso con la mia testa. Non ho mai avuto una tessera di partito e non ho santi in paradiso. Ho delle idee e sono schierato per i diritti, per l’arte e la salvaguardia del pianeta, e della cultura e questo fa paura ai politici che vogliono solo degli “Yes Man” in modo da manipolare a proprio piacimento l’intera situazione. Io non sono manipolabile e per questo do fastidio. Ritengo assurdo che siano i politici a scegliere chi debba dirigere un teatro”.

Dal debutto delle “Supplici” nel 2015 nasce una grande amicizia e collaborazione professionale con Mario Incudine. Com’è nata quest’unione?28577228_1634316289990280_1183980865812401487_n

“Mario Incudine è il futuro del teatro, perché è uno straordinario attore, un musicista e compositore di bravura siderale che è riuscito a realizzare ad Enna delle stagioni di notevole spessore con la Sicilia tatuata addosso. A maggio al teatro Garibaldi di Enna faremo insieme “Liolà”. Sarà una pièce molto singolare, che si muoverà su un adattamento inedito e particolare senza snaturare il testo di Pirandello”.

Dove la rivedremo prossimamente?

“Ritornerò sulle tracce del mio lavoro “Oylem Goylem” dedicato alla spiritualità paradossale ed umoristica con musiche, canti, luci e costumi. Riprenderò, dopo quindici anni, l’unica messa in scena italiana del musical americano “Il violinista sul tetto” e tanti altri progetti che presto vedranno luce. È un periodo molto creativo”.

Elisa Guccione

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