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Al Palazzo della cultura “Scritturiamo Bellini” il volume che racconta il Cigno catanese

Al Palazzo della cultura “Scritturiamo Bellini” il volume che racconta il Cigno catanese

22.11.2021.

di Elisa Guccione

CATANIA-“Si scrive Vincenzo Bellini ma si legge Catania”. È il leit motiv del volume “Scritturiamo Bellini”, Algra Editore, curato da Alessandro Russo ed Eva Luna Mascolino ideatori del quarto corso di scrittura creativa che sarà presentato mercoledì 24 novembre, ore 16.30, al Palazzo della Cultura.
“Durante il corso di scrittura creativa ci siamo posti diverse domande su chi era e poteva essere Vincenzo Bellini artista e uomo- dichiara Alessandro Russo medico chirurgo- siamo perfino andati metaforicamente in viaggio tra le bellezze eterne delle vie della nostra Catania studiando l’approccio delle opere e la disposizione d’animo tra il Teatro Massimo, il museo a lui dedicato, la villa e l’aeroporto per raccontare le molteplici declinazioni a cui il suo nome, la sua storia e la sua personalità si sono prestate”.IMG-20211118-WA0013
L’evento patrocinato dalla città Metropolitana di Catania, dal Comune di Catania e dall’associazione creativa di scrittura ed editing “Scritturiamo” metterà in luce alcuni aspetti delle opere e della vita del Cigno catanese descritti da Ottavia Cristaldi, Salvatore Giovanni Emanuele, Luana Paladino e Maria Elena Torrisi, autori dei racconti, che hanno trasferito su carta le emozioni e i sentimenti di una comunità che ricorda e ama uno dei suoi figli più illustri.
All’incontro dialogheranno con gli autori e i curatori il sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’assessore alla cultura Barbara Mirabella, il direttore della fondazione Bellini e docente di Musicologia e Storia della Musica Maria Rosa De Luca, il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Giovanni Cultrera e Rossella Grasso per la casa editrice Algra.
“Da questi racconti-continua Alessandro Russo- sono emersi tutti i sentimenti legati a Vincenzo Bellini talento conteso da tutta Europa, giovanotto elegante venerato dai salotti dell’alta società ma anche di un uomo semplicemente vulnerabile a cui la nostra storia e la nostra città sono estremamente legate”.
La copertina del libro è stata realizzata dall’artista Santo Di Grazia.

Elisa Guccione

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