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“Chi vive giace” e il black humor che sdrammatizza la morte

“Chi vive giace” e il black humor che sdrammatizza la morte

15.11.2019.

di Elisa Guccione 

Ph Dino Stornello

CATANIA- Un dialogo tra vivi e morti per una commedia noir in cui si affronta il tema della morte con intelligente leggerezza e una morale ben definita dove i nostri cari c’insegnano a guardare avanti proprio come accade in “Chi vive giace” di Roberto Alajmo per la regia di Armando Pugliese, secondo appuntamento di stagione della rassegna del Teatro Brancati.

Una messa in scena originale, diversa e accattivante che racconta la morte in chiave assolutamente innovativa, lontana dai soliti cliché, aiutando i protagonisti dello spettacolo e gli spettatori presenti ad elaborare il lutto con un riso amaro, capace di far riflettere e rappresentare situazioni al limite del possibile. Una massa nebulosa è la divisione tra al di là e tempo reale, dove s’incontrano la “mischina” vittima di un incidente d’auto, Roberta Caronia, il marito affranto che non si dà pace, David Coco, il pirata della strada, Claudio Zappalà, il padre macellaio, Agostino Zumbo, che non sa se perdonare il figlio o spingerlo a chiedere perdono al marito della vittima, e la mamma e moglie defunta dei due, Stefania Blandeburgo, venuta in soccorso per trovare una soluzione e po’ di pace sui risvolti del tragico accaduto invertendo il senso del vecchio adagio: “Chi vive giace e chi muore si dà pace”.

Il cast, supportato dalla musiche di Nicola Piovani sulle scene di Andrea Taddei e i costumi di Dora Agento, è affiatato, coinvolgente e di grande bravura per un linguaggio e un pensiero dal tipico ragionamento siciliano dando voce ad una situazione metafisica e irreale  dal finale a sorpresa con il compito sin dalle prime battute di non farsi sopraffare dall’odio nonostante le voci dei “vivi”  amici, parenti e concittadini inducano a rispondere con la forza a quanto subito fino alla soluzione finale, trovata dalle due donne defunte accorse per placare il dramma e l’atroce dubbio se reagire con la violenza o meno.

Gli eccellenti David Coco, Agostino Zumbo e Claudio Zappalà, i vivi, insieme a Roberta Caronia e Stefania Blandeburgo, le defunte, interpreti di un atto unico diverso e allo stesso tempo necessario, ragionano sulla morte con un black humor che spiazza piacevolmente e allo stesso tempo conquista per la verità narrata da una delle tante tragedie che normalmente, purtroppo, accadono per una catarsi che mette in pace quell’animo sopraffatto dal dolore e dalla perdita di chi amiamo.

Elisa Guccione

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