di Elisa Guccione
Donne. Siciliane, che protestano per la morte dei loro cari ammazzati dalla mafia e che denunciano i veri motivi per cui sono stati assassinati e decidono con la forza del coraggio di continuare a lottare per la verità e la giustizia contro un sistema che uccide. Le storie di vita di ben 15 donne tra madri, mogli, fidanzate, figlie e sorelle sono le protagoniste del libro “Francesca Serio e le altre- Donne contro la mafia”, Algra editore, dell’attrice e scrittrice catanese Cinzia Caminti, che sarà presentato alla Camera dei Deputati, martedì 24 febbraio, alle ore 10.00, negli spazi della Sala Stampa. All’incontro, moderato dall’On. Stefania Ascari, deputata Commissione Giustizia, Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie, interverrà l’On. Piera Aiello, Testimone di Giustizia e protagonista di uno dei capitoli del libro.
“I racconti- dichiara Cinzia Caminiti- sono tratti dai testi teatrali “LIBERE – Donne
contro la mafia”, spettacolo in tournée dal 2020, e da “Io non starò
zitta” scritto nel 2022 per una Compagnia
di Capaci”. Sono tutte donne che non si arrendono e si danno una seconda possibilità diventando emblema di lotta e di coraggio.
“Il riscatto della memoria del loro caro- continua l’autrice che ha dedicato il libro alla memoria dell’attrice Nellina Laganà- diventa lo scopo
principale della loro esistenza. Non temono nulla. La loro
vita è un mezzo per combattere la mafia di cui diventano acerrime
nemiche”.
Francesca Serio, Rosaria Costa,
Piera Aiello, Rita Atria, Felicia Bartolotta Impastato, Margherita Asta, Elena Fava, Michela Buscemi, Serafina Battaglia, Vita Rugnetta, Silvana Musanti, Tina Martinez, Daniela Ficarra, Luana Ilardo e Concetta Campagna hanno trasformato la loro tragedia in lotta, che le ha rese libere di far conoscere la mafia.
“Il libro- aggiunge Caminiti- rispetto allo spettacolo è un viaggio corale nel dolore di tante donne che dopo aver vissuto un lutto mai superato hanno deciso di raccontarsi per metabolizzare e per dare
voce ai loro cari e riscattarne il sacrifcio”.
A completare il testo i contributi del magistrato Sebastiano Ardita, del professore Dario Stazzone e del già sindaco di Catania Enzo Bianco.
“La stesura di questo libro, presentato nei luoghi più periferici della Sicilia- conclude Cinzia Caminiti- è un dovere morale necessario per rinverdire la memoria e alimentare la conoscenza soprattutto nelle nuove generazioni che come diceva Paolo Borsellino “Se
la gioventù negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà
come un incubo”.
Elisa Guccione